"Come uomo ho il dovere della solidarietà umana; come italiano ho il dovere della solidarietà nazionale; ma come cuneese, ho il dovere della solidarietà verso la mia terra "
"Come uomo ho il dovere della solidarietà umana; come italiano ho il dovere della solidarietà nazionale; ma come cuneese, ho il dovere della solidarietà verso la mia terra "

Il Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Cögnà di Narzole, nasce nel 2003, dall’idea di alcuni cittadini Narzolesi che ritrovando nelle cascine contadine locali la tradizione della realizzazione di un prodotto dalle antiche origini, decidono di sviluppare un disciplinare che ne identifichi l’origine e la preparazione. Lo stesso anno è la giunta comunale del paese ad avvalorare l’identità della “Cögnà di Narzole”, tramite la presa d’atto del disciplinare. Da questo momento spetta al Consorzio promuovere ed identificare il prodotto che vuole tutelare; le prime iniziative riguardano la ricerca degli ingredienti tra i quali spicca il mosto d’uva l’elemento fondamentale che è alla base della ricetta, tramite la buona volontà di alcuni produttori locali il mosto viene prelevato nelle colline di Vergne frazione di Narzole al confine con le terre del piu’ conosciuto BAROLO nelle quali vengono coltivati principalmente vitigni di DOLCETTO, BARBERA e NEBBIOLO.
E’ nell’amalgama tra i vari mosti che il consorzio identifica il proprio prodotto, in quanto da racconti tramandati da padre in figlio la Cögnà era realizzata con uve denominate “GRAPPOLI DI SAN MARTINO”, che erano nient’altro che grappoli d’uva in maturazione tardiva perché lasciati sulle piante durante la raccolta di SETTEMBREOTTOBRE, in quanto non avevano raggiunto la completa maturazione. Da qui si evince che non fosse una sola tipologia di mosto alla base dell’antico prodotto
“Cögnà”, ma un’insieme tra i vitigni coltivati in zona che abbiamo citato precedentemente.
Per quanto riguarda gli altri prodotti che sono alla base della ricetta, se per le nocciole non vi erano particolari problemi nel reperimento in loco, per quanto riguarda le Cotogne e i Martin Sec, che pur rappresentando tipologie di frutti alla base dell’alimentazione locale, a causa del loro scarso utilizzo nei tempi moderni si sono ritrovati solo singole piante, localizzate in punti dispersi tra la pianura e la collina territoriale.
Per ovviare a tale mancanza, il Consorzio in collaborazione con il Comune di Narzole nell’anno 2005 ha realizzato una piantagione dei sopra citati frutti, con l’intenzione di poter produrre in modo autonomo questi prodotti della terra che diversamente con il tempo sarebbero scomparsi e forse dimenticati, nella cultura locale.
Dal 2003 si susseguono manifestazioni e partecipazioni ai pi importanti mercati locali (tra i quali Fiera Napoleonica a Narzole, Fiera del Tartufo di Alba, Fiera del Bue Grasso a Carru’ etc) nei quali viene fatta la commercializzazione e la promozione del prodotto ad opera del Consorzio stesso, divulgando in modo particolare la concezione della tradizionalità della ricetta.
Tra le iniziative di maggior pregio la “Cögnà di Narzole” può avvalersi del gemellaggio con il “Tumin dal Mel” favorito dall’assessorato regionale sviluppo della montagna e foreste, nell’ambito dell’iniziativa “I sapori di montagna scoprili in città”, e la cena dei prodotti tipici locali denominata “TIPICA-MENTE”.
Le caratteristiche della “Cögnà di Narzole” e le particolarità tradizionali di origine contadina e locale che si configurano in essa sono:
Il consorzio oltre a proporre e valorizzare il prodotto nella sua versione piu’ classica in abbinamento al formaggio alla polenta e al bollito misto alla piemontese, propone tramite una ricetta e una preparazione esclusiva, la vendita di un prodotto di fine lavorazione con il cioccolato denominato “Cögnatini”. Perle al cioccolato e nocciola ripiene con la Cögnà di Narzole, di sicuro interesse per gli estimatori del gusto dolce.
La pianta di mais Otto File ha una sola pannocchia con otto file di chicchi ( da qui il suo nome), mentre le piante di mais moderni, hanno 2-3 pannocchie con 18-20 file. Il chicco si presenta cuoriforme, piatto, di colore giallo arancione intenso. Il suo sapore rende le polenta di mais Otto File decisamente dolce e amabile rispetto alle altre. L’otto file viene anche chiamato mais del Re perché da notizie storiche il primo a farla coltivare fu il Re Vittorio Emanuele II, Re d’Italia , nella sua tenuta di caccia di Pollenzo in provicia di Cuneo. Il mais Otto File non ha subito in alcun modo nessun tipo di modifiche genetiche e viene coltivato con metodi naturali senza trattamenti aggiunti nelle terre locali e in seguito macinato a pietra naturale per ottenere una farina integrale che trattiene inalterate sapore, profumo e genuinità.
Questa farina è particolarmente adatta da abbinare alla Cògnà di Narzole, ma il suo gusto unico esalta qualsiasi condimento.
Via Martiri della Liberazione, 30
12068 Narzole (CN)
Tel. 0173 776334