"Come uomo ho il dovere della solidarietà umana; come italiano ho il dovere della solidarietà nazionale; ma come cuneese, ho il dovere della solidarietà verso la mia terra "
"Come uomo ho il dovere della solidarietà umana; come italiano ho il dovere della solidarietà nazionale; ma come cuneese, ho il dovere della solidarietà verso la mia terra "
Il federalismo non è né di destra, né di sinistra: è l'unico modo, l'ultimo, di cambiare e salvare il paese. Il nostro sistema è arrivato ad un punto di non ritorno e l'Argentina insegna. O lo Stato diventa virtuoso e rende servizi proporzionati ai bisogni dei cittadini e contenuto nelle spese, oppure va a fondo con tutti i cittadini, con le drastiche conseguenze che tutti noi possiamo immaginare
Oggi le tasse vanno a Roma e solo una piccola parte viene ridistribuita sul territorio. Con il Federalismo fiscale le risorse resteranno sul posto. Ora i cittadini potranno controllare: il Federalismo fiscale comporta la responsabilità degli amministratori per avere meno sprechi e tasse ridotte e se è il caso punire chi non amministra correttamente i soldi dei cittadini. Infatti gli Amministratori locali, Provinciali e Regionali che falliscono verranno mandati a casa e non avranno più la possibilità di essere eletti.
Su 100 euro di tasse pagate nel nostro Paese, ben 77,7 vanno all'Amministrazione centrale e solo 22,3 agli Enti locali. In termini reali, a fronte di 459,8 miliardi di euro di entrate totali registrate nel 2007, all'Erario ne sono andati 357,1 e alle Amministrazioni locali soltanto 102,7.
Il centralismo fiscale italiano si traduce in una pressione tributaria di quasi 6 punti superiore alla federale Germania e di 5 punti più alta della Spagna.
L'Italia si colloca al 40° posto nel mondo per livello di competitività, dietro a Paesi come Lettonia e Thailandia.
A livello europeo siamo davanti solo alla Grecia. I dati emergono da un rapporto del centro di ricerca della rivista "The Economist". Secondo il periodico, la situazione italiana può però migliorare con il Federalismo fiscale: una maggiore autonomia tributaria delle Regioni, se ispirata al principio della responsabilità, secondo cui il cittadino paga per ottenere un servizio, ne controlla l'erogazione ed esige la qualità dello stesso, renderà il servizio più efficiente.
Nella maggior parte dei casi chi lavora in istituzioni ed enti periferici è stipendiato dallo Stato centrale. La pratica - frequente soprattutto in particolari regioni dell'Italia - di assumere gli amici ha fatto lievitare oltre misura il numero dei dipendenti. Incremento che, dovendo pagare con i propri soldi (come avviene nei sistemi federali), non ci sarebbe più. È evidente che finché gli sprechi sono a carico di altri, anche se alla fine ci rimettono tutti, la situazione non cambia.
6 cittadini su 10 pronti a cambiare
Il concetto di Federalismo convince ormai la maggioranza degli italiani. Al Nord è d'accordo con la riforma federale il 70% della popolazione. Buono il consenso pure al Sud, con percentuali oscillanti fra il 40 e il 50. Sono questi i risultati di uno studio di Renato Mannheimer pubblicato dal quotidiano on line affar italiani.it.
Immaginiamo per un attimo quanto si sarebbe potuto fare nella nostra provincia con l'attuazione del federalismo fiscale: ci saremmo pagati DA SOLI l'autostrada CUNEO-ASTI, e sicuramente l'avremmo terminata da vent'anni. Invece, corriamo il rischio che ce ne vogliano ancora una decina per vederla completata. Per non parlare dei danni alluvionali e dei dissesti idrogeologici recenti: dobbiamo supplicare Roma che ci faccia avere parte dei fondi per ricostruire quelle strade danneggiate che portano alle nostre case, alle nostre Aziende. Con quanto produce questa provincia in termini di Prodotto Interno Lordo, potremmo averle d'oro le strade. Il Federalismo fiscale è quindi un'ottima e concreta speranza per il futuro della Granda, che non ha mai chiesto nulla, se non di essere aiutata nel momento del bisogno e non umiliata dalla stato centrale, al sostentamento del quale ha contribuito in maniera consistente con le tasse di noi cuneesi.