
TORINO. Per la Corte dei Conti, l’atto con cui Mercedes Bresso nell’ultima giunta del suo mandato cancellò il 16% di tutti gli impegni di spesa già presi è “una mera riduzione finalizzata a spostare nel tempo l’adempimento di obbligazioni assunte dalla Regione”. Con il risultato di “occultare una parte del debito regionale e, quindi, di migliorare i saldi contabili, ma non la situazione gestionale e finanziaria complessiva”. Un gesto che certo “non può dirsi conforme ai principi di una sana gestione”.
I magistrati, dopo le polemiche della politica, censurano il comportamento dell’esecutivo guidato dall’ex Zarina sulla gestione del debito regionale. Era il 29 marzo 2010, nelle stesse ore in cui i piemontesi erano chiamati alle urne per decidere tra Cota e Bresso. In quella seduta di Giunta, secondo la ricostruzione della Corte, vennero cancellati gli impegni di spesa di cui sopra (circa 700 milioni di euro, si disse allora) e di decise di non iscrivere a bilancio un debito da 509 milioni di euro, soldi anticipati l’anno prima da Unicredit per pagare i fornitori della sanità. Un’anticipazione, si legge nella relazione, che “non è stata restituita entro il pertinente esercizio (il 2009)”. Ma nemmeno nel 2010 “risulta la corrispondente voce di spesa negli impegni di competenza”. In base alla delibera del 29 marzo, la “Chiusura dell’anticipazione straordinaria verrebbe effettuata a seguito del trasferimento dei fondi statali” e solo in quel momento “verrebbe iscritto l’impegno di competenza”. Anche in questo caso, “una situazione non informata a corretti criteri di contabilità. La reale entità del debito regionale, infatti, non appare corrispondente a quanto emerge dai documenti contabili, con inevitabile ricaduta sul risultato finale di amministrazione”. Il quadro si chiude con la considerazione sul debito dell’ente, cresciuto dal 2006 al 2010 del 64,4%: fra mutui e prestiti obbligazionari si passò da 3 miliardi e 546 milioni a 5 miliardi e 830 milioni.
Per la giunta Cota, che in passato denunciò un deficit di 2,2 miliardi dovuto alla precedente amministrazione, si tratta senza dubbio di un successo. “La Corte dei Conti ha riconosciuto quanto abbiamo sempre detto in questi mesi – commenta l’assessore al Bilancio Giovanna Quaglia – e di fatto conferma la bontà del lavoro che stiamo svolgendo. Ora dobbiamo proseguire nel percorso di risanamento, che passerà anche per la valorizzazione degli immobili”. “Si è trattato di un bilancio di fine legislatura dove sono stati tolti solo gli impegni non ancora formalizzati e vincolanti per l’ente – si difende l’ex presidente Bresso -, un’operazione di ordine contabile. Sono pronta a difendere in qualsiasi sede le scelte della mia giunta e ricordo che nessuno dei miei assessori è stato coinvolto nelle indagini della magistratura, aspetto che non tutti possono sottolineare”.
Ma per la maggioranza di centrodestra la vicenda non si conclude qui. “Ci auguriamo che ora la Corte dei Conti sanzioni chi ha condotto l’ente regione con modalità distanti dai principi di sana gestione – chiede il consigliere Pdl Gian Luca Vignale – e ci auguriamo che l’intero centrosinistra, Bresso inclusa, sia pronto a riconoscere i propri errori e a chiedere scusa a tutti i piemontesi”.
[Articolo di A. Gatta - CronacaQui]
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